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Consorzio di Tutela della Ricotta Romana DOP!

Questo è il sito ufficiale della Ricotta Romana DOP (Denominazione di Origine Protetta).

Il riconoscimento del DOP risale al 13 maggio del 2005. Il logo che la rende riconoscibile ed identificabile nei punto di vendita riporta una testa di ovino compresa tra due “R”, una rossa e l’altra gialla. Nel logo è presente anche la scritta “RICOTTA ROMANA“.
Il Consorzio, tutelando il prodotto, garantisce ai consumatori che tutti i produttori consorziati rispettano la ricetta tradizionale.
L’alta qualità è ottenuta indicando la tipologia del siero e del latte utilizzati, precisando tempi e temperature di lavorazione fino al confezionamento. Dietro il gusto unico c’è la sapienza della tradizione trasmessa per secoli da padre in figlio.
Non resta che assaggiarla.

PROCESSI DI LAVORAZIONE CONTROLLATI

… e ingredienti sani e freschi
  • materia prima a km 0
  • no latte congelato
  • no prodotti chimici
  • no grassi aggiunti
  • pascoli, erbai e foraggi del Lazio

IN CUCINA

La Ricotta Romana DOP è un prodotto delicato che sa accogliere, nella sua consistenza cremosa, sapori dolci e salati che possono diventare ingrediente centrale per ogni portata

GALLERY

Ecco un po’ d’immagini di questo prodigioso prodotto che sa accompagnarsi con ogni sapore ed ogni colore. Non è solo il bianco, come stavi per dire, o forse sì? Però il bianco non è uno solo ce ne sono infiniti e quello della Ricotta Romana DOP è unico,
è il bianco che abbraccia i colori non per farsi guardare ma per farsi baciare.

IL CONSORZIO

Valorizzare i prodotti tipici è un modo per omaggiare i nostri antenati e per custodire una sapienza contadina che ci invidiano in tutto il mondo.
Un patrimonio culturale che abbiamo saputo attualizzare analizzando ogni elemento del processo:
l’impegno ha dato i suoi risultati ed ora vanno protetti e sostenuti.

COSA DICONO DI NOI

Provare la Ricotta Roma DOP è stata un’esperienza inaspettata. Conosco bene le ricotte italiane sia di pecora che di vacca ma questa è così ricca di sapore che la tentazione è stata di portarla in tavola così com’è. Allora ho voluto seguire questo istinto e l’ho proposta al centro di una tavola come antipasto ed al centro di un’altra al momento del dessert. Ho cambiato solo gli ingredienti per accompagnarla: da una parte semi salati e pane bruschettato, dall’altra frutta secca, miele e una grande scelta di marmellate. Affianco un liquore dolce. Non sbagliavo: tutti mi hanno chiesto che ricotta fosse, da dove provenisse.
Da Roma ho detto, è freschissima ma viene dalla Roma antica.

Frank

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John

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Peter

AREA STAMPA

I giornalisti credono di sapere tutto. Davanti ad una ricotta fanno spallucce, troppo semplice per coglierli di sorpresa.
Per questo mi diverto di più proprio con loro: insisto e si avvicinano.
Osservano, mi guardano, io annuisco. Lascio che siano loro a usare la forchetta.
Voglio che sentano come si lascia prendere, voglio che si rendano conto che, già prima di arrivare alla bocca, qualcosa attiva il gusto. Nessuno sa spiegarlo, nessuno sa raccontarlo.
Fidati caro giornalista, lasciati sorprendere.
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